Confraternita di

Santa Rosalia

ai Quattro Santi coronati

 

 

La  storia  

Dall'Archivio Storico Diocesano (Atti di visita vol. 115, f. 150) si ricava che la maestranza dei muratori e manovali pensò di fondare una unione nella chiesa di S. Agata la Guilla e ottenne la cappella della SS. Annunziata nel 1623.
I muratori nel 1674 edificarono un oratorio sotto il titolo della SS. Annunziata nella chiesa che oggi prende il nome della Madonna del Paradiso.

Si tratta, dunque, di una Confraternita di maestranza. I capitoli di questa congregazione fondata nel 1674 furono approvati il 17 luglio 1720. 

Dai capitoli si evince che l'abito dei confrati era di “tela bianca con mantello di sargetta turchina con sua frinza russa, suo cappello di tela torchina, con suo cordone rosso, sua dilina d'ossa bianco, suoi scarpi bianchi".

Il 1° marzo 1753 acquistarono dai Padri Gesuiti la chiesa di S. Isidoro Agricola al Capo che prendeva il nome dei Quattro Coronati perché era stata costruita dai muratori dell'omonima compagnia fondata (1690 ?)

(La costruzione della Chiesa fù abbastanza travagliata: infatti la compagnia dei muratori per mancanza di fondi fu costretta a cedere terreni e cantiere alla confraternita dei Bottari, che a loro volta, per identico motivo, passarono i loro diritti ai Borgesi i quali il 6 maggio 1714, in occasione della festa del loro santo protettore S. Isidoro Agricola, inaugurarono la Chiesa dedicandogliela. I Borgesi furono poi costretti a cedere la Chiesa alla Principessa di S. Anna ( nostra su notizie del Mongitore)

 

La confraternita fondata sotto il titolo della SS. Annunziata nel 1674, cambiò il nome in quello di S. Rosalia.

La confraternita ottenne dal Senato Palermitano il privilegio del porto e riporto dell’urna di S. Rosalia il 15 di luglio ed un compenso di 8 tarì ad ognuno dei 32 confrati impegnati. Un tarì i confrati lo cedevano alla propria confraternita. (nostra nota  su informazioni della Confraternita.)

Nel 1774 i Confrati riformarono i loro capitoli. La maestranza venne abolita nel 1821 e ricostituita nuovamente in confraternita nel 1848 (ASD, ibidem. notizie gentilmente fornitemi da F. Lo Piccolo). G. Gallo (tradizione..., 1991, p. 87) scrive che nel 1911 la compagnia dei Quattro Coronati si unì alla confraternita di S. Rosalia nella chiesa dei Quattro Coronati. Si decise di restituire la chiesa al culto così i Confrati dei Quattro Coronati essendo del ceto dei fabbricatori si occuparono del restauro della chiesa e i confrati di S. Rosalia concessero il denaro e trasportarono nella chiesa dei Quattro Coronati: due statue di S. Rosalia, il quadro di Maria SS. Annunziata, un quadro dell'Addolorata, uno dell'Ecce Homo, un quadro di S. Giuseppe, uno di Gesù flagellato. uno di S. Rosalia, un quadro del carro di S. Rosalia, due campane, un'altra per la sacrestia, due bare, una grande e una piccola. contenenti l'urna di S. Rosalia ed altri arredi (ibidem). A questi si aggiungono un reliquiario, un gruppo in cera con i Quattro Coronati, una tela raffigurante i Quattro Santi Coronati nell'altare maggiore e una tela della Madonna col Bambino e un Santo Cappuccino (cfr. scheda n. 11,39).

I quattro Santi coronati sono Severo, Severiano, Carpofaro e Vittorino, di professione scalpelloisti, martiri cristiani al tempo di Diocleziano (nota C.A.T.).

L'attuale abito è di colore nero bordato viola e riporta sul dorso una placca raffigurante S. Rosalia. Il simulacro ligneo di S. Rosalia risale al XIX secolo ed è opera di Giuseppe La Rizza (ibidem.

La confraternita. che ha come scopo quello di essere scuola di vita cristiana, celebra la propria festa nel mese di settembre 

Da le Confraternite dell’ Arcidiocesi

di Palermo,  storia ed arte.

Scheda di R. Sinagra.

In rosso le note da noi aggiunte 

Devozione e Festa di S. Rosalia

Nel corso dei secoli diversi sono stati definiti Santi Protettori del Capo. Una di queste e forse la prima fù S. Ninfa che nacque là dove oggi è la Piazza Sett’Angeli. Intorno al XII-XIII secolo grande devozione fù tributata a S. Agata, che si vuole Capiota, nata alla Guilla, là dove sorge la Chiesa a Lei dedicata ed a cui era annesso un giardino che alcuni vogliono abbia dato il nome alla contrada (notizie non vere). Da quando S. Rosalia è apparsa al "cacciatore" della "panneria" nel cuore dei Capioti alla Madonna sì è affiancata Santa Rosalia.

S. Rosalia per l'umile "popolino", che da sempre ha abitato queste contrade, ha il fascino di colei che abbandonate ricchezze e nobiltà si è fata popolo orante: per tutto il popolo palermitano ella si è fatta supplice nei confronti di Dio.. Con la liberazione della peste non si sono solo salvati i singoli destini degli uomini ma di tutta una città.

Di questo ne è segno il poema epico commissionato dal Senato Palermitano al pirriaturi, capiota, Pietro Fudduni, il grande poeta dialettale, preferito "al dotto ed erudito abate Meli 'per' la spontaneità, che si rivela culturalmente raffinata, di un uomo del popolo.

Non vi è strada o vicolo del quartiere che non abbia una cappella votiva dedicata alla "Santuzza"

La domenica successiva al quattro settembre, "die natalis" di Rosalia, la Confraternita  porta in processione per le vie del quartiere, illuminato a festa, il fercolo con la statua lignea della Santa, a fianco raffigurato e custodito nella loro Chiesa ai 4 Ss. Coronati, gridando a squarcia gola:

E comu Virginedda palermitana priamu a Tia!

Viva Santa Rusulia

E i malati di Tia Vonnu a Grazia  i Tia

Viva Santa Rusulia

Guerra, timpesta e tirrimotu, , priamu a Tia

Viva Santa Rusulia 

E un stancamu mai, priamu a Tia

Viva Santa Rusulia

E comu palermitani priamu a Tia

Viva Santa Rusulia

E i palermitani vonnu a grazia i Tia

Viva Santa Rusulia

 

 

 

Notti e ghiornu faria sta via

Viva Santa Rusulia

Ca nni scanza a morti ria

Viva Santa Rusulia

Ca nn’assisti a l’agunia!

Viva Santa Rusulia

Virginedda gluriusa e pia

Viva Santa Rusulia

Ogni passu ed ogni via!

Viva la nostra Santa Prutittrici Rusulia!

E chi semu muti? .... Viva!

Viva Santa Rusulia

 

Viva Palermu e Santa Rusulia